UNA NUOVA MOBILITÀ PER UNA FIRENZE CHE CAMBIA

5 Dic , 2022 - News

UNA NUOVA MOBILITÀ PER UNA FIRENZE CHE CAMBIA

Il 24 novembre a Palazzo Vecchio si è parlato della progettazione di nuovi modelli di logistica ma anche di transizione ecologica

Toscandia e Tempo Zero promuovono il tavolo di confronto con il Comune sul tema della mobilità sostenibile

Si è parlato di logistica urbana ma anche di transizione ecologica giovedì 24 novembre durante l’evento patrocinato da Toscandia in collaborazione con il Comune di Firenze e Confesercenti Firenze. Nella prestigiosa cornice della Sala d’Arme di Palazzo Vecchio, alla presenza di un nutrito gruppo di partecipanti e di una rappresentanza di studenti del Liceo classico Machiavelli ha avuto luogo un interessante tavolo di confronto sul tema: “Quale modello di logistica nella Firenze che cambia? Progettiamo insieme la nuova consegna merci nella Smart City”.

A partire dalle 9.30 si sono susseguiti gli interventi di un parterre di relatori di tutto rispetto. Ha aperto i lavori Santino Cannamela, presidente di Confesercenti Firenze, seguito dall’Assessore alla mobilità fiorentina Stefano Giorgetti, Giuseppe Guzzardi (OITAf), Massimo Marciani, presidente del Freight Leaders Council, fino a Giuseppe Barelli (AD di Toscandia), Enrique Enrich (Presidente e Amministratore Delegato di Italscania) e Francesco Garuglieri, che ha introdotto la Business Unit Tempo Zero di cui è responsabile.

A suggellare l’interesse del capoluogo toscano per lo sviluppo di un nuovo modello di logistica, il sindaco in persona, Dario Nardella, che ha ascoltato le proposte e le suggestioni emerse durante l’incontro facendole proprie. Tracciando un quadro della situazione locale, soprattutto nel periodo post-Covid, ha ribadito l’urgenza di un’azione concertata e coraggiosa da fare nel segno dell’innovazione senza perdere mai di vista la propria identità di città d’arte. Perché, per usare le sue parole, «l’innovazione aiuta a introdurre modelli nuovi di sostenibilità».

E di sostenibilità ha parlato approfonditamente Giuseppe Barelli, nel suo intervento condiviso con Enrique Enrich, il quale ha sviscerato la mission di Scania, il colosso svedese che Toscandia rappresenta. Decongestionamento del traffico sia per il trasporto merci sia per quello di persone, sostenibilità economica e sostenibilità ambientale sono le tre grandi sfide su cui Italscania sta lavorando, nella sua proposta di mezzi sempre più performanti e altamente tecnologici.

Sono proprio le risorse tecnologiche a dimostrarsi di importanza cruciale in un momento storico come quello che ci prepariamo ad affrontare. La nostra è l’epoca della decarbonizzazione, processo preconizzato dall’Agenda per la sostenibilità 2030 dell’ONU e stigmatizzato nel regolamento UE 2019/1242, che definisce i livelli di prestazione dei mezzi pesanti in materia di emissioni di CO2 eq. Ma, come sostiene Barelli, «per governare la rivoluzione tecnologica e accogliere le sfide va cambiato approccio». È necessaria una presa di coscienza che sia a 360 gradi e, soprattutto, condivisa.

Quando si parla di sostenibilità, infatti, bisogna pensare in termini di comunità. Dal 2018 Toscandia è proprio questa l’onda che cavalca ed ha cominciato a farlo partendo dall’efficientamento delle proprie strutture. Ha iniziato installando e implementando impianti fotovoltaici sui suoi stabilimenti fino ad arrivare a ottenere per le sue officine, nel giugno 2022, la certificazione ISO 14064, che premia gli eccellenti risultati dell’azienda dopo anni di condotta ecosostenibile.

Nella sfida della sostenibilità un singolo gesto non è però sufficiente ma va pensato e letto nel contesto di un processo condiviso da più attori. Basti pensare che nel conteggio di emissioni che sarà richiesto alle aziende dai regolamenti europei, dovrà essere considerata TUTTA la filiera produttiva, dal primo fino all’ultimo tassello della catena.

«I passi vanno fatti insieme», rimarca Barelli, nessuno può agire da solo. È indispensabile un cambio di mentalità globale, «dal mezzo di trasporto a come si fa impresa in maniera sostenibile». Questo concetto, traslato sul piano della mobilità cittadina che l’evento del 24 novembre analizza, si traduce in un modo di vedere la logistica che non separa il trasporto di merci da quello di persone.

Occorre progettare la nuova mobilità in modo da adottare soluzioni green e tecnologiche che non facciano perdere di identità al centro di una città come Firenze. È necessario ragionare in termini di sicurezza sia per i lavoratori che per i privati utenti della strada. E infine, è indispensabile comprendere l’urgenza del cambiamento e lavorare per realizzare quella sostenibilità ambientale che è anche sostenibilità economica.

È proprio sull’input dell’urgenza del cambiamento che si conclude il tavolo di confronto. E lo fa con le parole di Francesco Garuglieri, responsabile di Tempo Zero, l’ultima nata in casa Toscandia: l’unità operativa che già nel suo nome manifesta l’impellenza di un deciso e veloce cambio di direzione. La concertazione di cui ha parlato il sindaco Nardella e che ha sottolineato Barelli è il fondamento dell’operato di questa nuova Business Unit della concessionaria di Calenzano. Ciò che essa si propone di fare è un atto concreto di supporto per accompagnare le aziende di trasporto verso la transizione ecologica. Perché agire insieme significa guardare al territorio e cercare di salvare congiuntamente quel tessuto di imprenditoria che fa parte di una rete ben più grande che ormai non può più solo limitarsi di stare a guardare.

L’evento di Palazzo Vecchio si conclude così, con importanti, forti spunti di riflessione, limpidi come la cristallina mattina di novembre durante la quale si è svolto. Un nuovo modello di logistica per una nuova Firenze smart è possibile ed è urgente. È qualcosa che va ponderato e concertato in collaborazione con tante realtà che non possono non collaborare. Il trasporto deve crescere anche come conoscenza, come dice Garuglieri. Una nuova consapevolezza è dunque la prima delle sfide da affrontare.

Ed è questo il punto da cui partire, oggi, insieme. La volontà c’è, forte, pressante. L’appuntamento, come si auspica Cannamela a conclusione dei lavori, è fra un anno per confrontarsi sui passi avanti che sono stati fatti.